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I TARTUFI NELL'ARTE E NELLA MITOLOGIA.
Dopo la commedia di Moliere Tartufe e quella di Broffiero "Il tartufo politico," la parola diventa per francesi e italiani sinonimo di ipocrisia, d'impostore, perché all'aspetto, terroso, corrisponde un profumo inebriante.

I poeti onoravano il tartufo; Giovenale li credeva generati fra i tuoni e le piogge autunnali; Marziale preferiva i funghi, ma era un'eccezione; il Pataffio cantava "tartufi bergamaschi e pece greca"; Shakespeare nella tempesta fa dire al buffone Trinculo "Te ne prego lascia che ti conduca al pometo selvatico e colle mie lunghe unghia scaverò la terra per cavarne tartufi".

Castore Durante da Gualdo medico del XVII così ne parla: "non si trova in loro alcuna apparente qualità. Coloro adunque che l'usano ne i cibi, hanno una materia atta a ricevere tutti i condimenti che gli si danno,come sono tutte le altre cose che non hanno in sé qualità veruna, e sono al gusto acquose e sciapite."

Gli antichi ateniesi li adoravano al punto tale che conferirono il diritto di cittadinanza ai figli di Cherippo per aver inventato una nuova ricetta. Si racconta di Laerzio Licinio, governatore di Cartagine, che mordendo un tartufo si ruppe un dente per una moneta avvolta nel tubercolo.
I romani conoscevano solo i tartufi di Libia e ne erano ghiotti.. Sant'Ambrogio ringrazia san Felice, primo vescovo di Como, per avergli inviato tartufi di ammirabile grandezza.
I tartufi sono funghi presenti in aree abbastanza limitate del mondo. Alcuni (ma non tutti) sono commestibili. Tra questi ultimi esistono notevoli differenze di carattere organolettico (gusto, profumo,….) che ne determinano un’ulteriore suddivisione in base al maggiore o minore pregio.
 
In natura i tartufi più pregiati si trovano quasi esclusivamente nell’ambito del continente europeo.

Tutti i tartufi delle specie commestibili, la cui raccolta e commercializzazione è disciplinata dalla legge nazionale (legge quadro) n. 752 del 1985 e dalle varie leggi regionali (per il Veneto la L.R. 30 del 1988), sono funghi appartenenti al genere Tuber .

Questo nome non deve trarre in inganno, infatti i tartufi non sono tuberi e non hanno quindi alcuna parentela con vegetali come la patata o il topinambur.

I tartufi sono dei funghi

I funghi non sono piante.

Anche se nel passato sono stati annoverati  tra i vegetali, sono tante e tali le loro particolarità  da rendere necessaria la loro classificazione in un regno a parte, il regno dei funghi.

i funghi non hanno clorofilla e non sono quindi in grado di produrre da soli le sostanze necessarie per vivere (amidi, zuccheri, cellulosa…); sono perciò costretti a prelevarle da altri organismi viventi o morti;

il corpo (tallo) dei funghi è costituito da sottilissimi (dell’ordine dei millesimi di millimetro di diametro) filamenti cellulari, detti ife, invisibili ad occhio nudo. L’insieme delle ife costituisce il micelio;

i funghi si riproducono normalmente per mezzo delle spore. Nei funghi come, ad esempio, le amanite, i boleti etc., le spore sono portate da una struttura idonea chiamata corpo fruttifero (ad esempio il cappello di un porcino).

Il micelio si può sviluppare su vari tipi di substrato, come legno, terreno, residui organici di vario genere, traendo da essi nutrimento, dando a volte origine ad aggregazioni molto dense nelle quali, anche ad occhio nudo, può talora essere avvertibile la struttura filamentosa (ad esempio nelle muffe).

 

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